La grande prova di resilienza dei "Millenials" nell'affrontare l'emergenza Covid-19!

Aggiornato il: apr 7

Ormai è da più di un mese che le scuole sono chiuse ed è dal 5 marzo che i nostri ragazzi sono costretti a rimanere in casa.

Quei ragazzi che dopo un primo momento di disorientamento si sono organizzati per seguire le lezioni da remoto, che hanno creato gruppi di studio tra compagni di scuola ed i loro professori.


Io ho due figli, Davide che frequenta il primo anno di università ed Alessio che sta per finire la terza media.

E' ovvio che il loro impegno e la loro preparazione in questo ultimo mese ha subito un rallentamento, d'altronde sono stati necessari alcuni giorni per prendere confidenza con il nuovo metodo di apprendimento, mentre per alcuni professori è stato difficile gestire le lezioni con i mezzi informatici e ancora adesso non tutti sono in grado di farlo.


I miei complimenti nei loro confronti però, non sono riferiti all'attitudine ed alla volontà che hanno dimostrato di studiare attraverso il computer, bensì alla serietà con la quale tutti i ragazzi stanno affrontando il distaccamento sociale e la quarantena.


I servizi dei telegiornali in questi giorni hanno mostrato le Forze dell'Ordine a verbalizzare migliaia di contravvenzioni a soggetti che non avevano motivi validi per andare in giro.

Addirittura sono state formulate centinaia di denunce nei confronti di persone positive al coronavirus che avrebbero dovuto tassativamente stare in isolamento domiciliare.

Abbiamo visto le immagini di gente a passeggio per le strade delle grandi città, persone nei supermercati giusto per comprare una confezione di cibo, sportivi più o meno improvvisati per le strade...

Se ci avete fatto caso, però, tutte queste persone, che spesso eludono le regole, sono per lo più individui che hanno oltre trentanni e molti altri sono anziani.

Io stesso stamattina sono uscito per fare jogging per un'ora (da solo ed entro i 200 metri di raggio da casa mia, nel rispetto dell'ordinanza della Regione Veneto), ho incontrato per strada qualche persona, ma nessun ragazzo!


Ho parlato con i miei figli e mi hanno riferito che non osano mettere il piede fuori di casa, ho sentito in loro un grande senso civico e di responsabilità.

Davide, per frequentare l'università, ha fatto la scelta di condividere l'appartamento con sua nonna di 92 anni che vive a Milano ed in tutto questo mese è uscito da casa solo una volta alla settimana per fare la spesa indossando la mascherina, i guanti e con l'Amuchina in tasca.

E' responsabile delle sue azioni e nello stesso tempo è terrorizzato di portare in casa, da sua nonna, il virus, pertanto sta rispettando le regole in maniera esemplare.


Allora ho provato con la memoria a ritornare agli anni della mia adolescenza... E mi sono chiesto: "Io sarei stato in grado di rimanere in casa per così tanto tempo?"

"Sarei stato capace di vedere il sole, la primavera e le giornate che si allungano dalla finestra di un appartamento e di rinunciare agli amici, allo sport, alla discoteca ed all'aperitivo al bar del quartiere?"


Ebbene, quando uscirete a fare la spesa o per andare al lavoro, fateci caso anche voi e contate quanti ragazzi trovate in giro senza motivo.

Io personalmente nei giorni scorsi non ne ho visti!


I nostri ragazzi stanno facendo uno sforzo incredibile, anche loro sono degli eroi nell'affrontare questa pandemia e ci stanno dimostrando di avere più pazienza e senso civico di noi adulti.


La generazione dei "Millenials" sta dando una grande prova di resilienza!


Auguro loro, come futura classe dirigente di questo Paese, di fare riemergere l'Italia nei prossimi decenni!


#iorestoacasa

Daniele Pezzali consulente in Procurement & ICT (visita: www.danielepezzali.com)

6 aprile 2020



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