Siamo in emergenza COVID-19, ma lo Smart working in azienda non lo si può improvvisare.

Aggiornato il: feb 24



Sul mio libro “Storia di un buyer” parlo di come lo smart working stia entrando nelle aziende e come questa modalità del “lavoro agile” sarà in futuro un grosso vantaggio per il dipendente, per il datore di lavoro e per l'intera comunità.

Descrivo anche come l’approccio dello Smart Working, nell'ultima azienda in cui ho lavorato, sia stato realizzato con una formazione verso i manager ed i dipendenti di oltre sei mesi, non parliamo poi del lavoro realizzato dall'ICT per la protezione dei dati informatici e della rete per lavorare da remoto…


Oggi lo scenario COVID-19 ci ha mostrato una Cina in quarantena, ma operativa perché la preparazione informatica degli utenti e le connessioni in quel paese sono molto più evolute rispetto che in Italia.

Pensavamo di essere indenni dal virus ed invece in sole 24 ore ci è scoppiata l’epidemia in casa! Ora il virus è autoctono, non è più cinese: è diventato italiano!

Il problema è che in Italia non tutte le aziende sono pronte ad operare attraverso il lavoro da remoto.

Non si tratta di semplice “telelavoro”: "Smart working" significa lavorare responsabilmente sulla base degli obiettivi condivisi con l’azienda, a seguito di un accordo integrativo contrattuale siglato col datore di lavoro, in accordo alle norme di sicurezza domestica, di reperibilità e soprattutto di connessione con l'uso dei mezzi informatici appropriati.

Temo che tutti questi accorgimenti, in Italia, nella maggior parte delle aziende non siano stati minimamente affrontati.


Nella peggiore delle ipotesi fra qualche giorno potrebbero esserci intere città come Milano in quarantena e rischieremo la paralisi del Paese… ma ora è troppo tardi per pensare ad una riorganizzazione del lavoro in modalità "Smart" da attuare in maniera così repentina.


Comunque sia questo shock deve fare reagire il nostro sistema produttivo, appena superata l'emergenza, le aziende dovranno prevedere una Supply Chain diversificata con più di una sorgente di approvvigionamento e localizzata in continenti diversi, preparare il personale per lavorare da remoto e predisporre la propria rete informatica per essere idonea a funzionare con collegamenti sicuri in VPN.

Questo significa proteggere la rete da intrusioni, phishing, virus, salvaguardare i backup dei dati e la continuità operativa dell'intero sistema informatico.


I temi di cui ho accennato sono legati alla mia attività di consulenza aziendale, dall'organizzazione dell'area Procurement, all'interno della supply chain aziendale, passando per la formazione dei buyer, per approdare alla consulenza informatica delle reti (ICT) attraverso il mio partner INFOSTAR.


Se sei interessato visita il mio sito e parliamone!


Daniele Pezzali consulente in Procurement & ICT (visita: www.danielepezzali.com)

23 febbraio 2020