Quali saranno gli effetti psicologici sui rapporti lavorativi superata l'epidemia di COVID-19?

Aggiornato il: mar 17

In questi giorni molte aziende hanno attivato lo "smart working" al fine di mantenere in vita i servizi erogati al pubblico e le attività di staff delle aziende manifatturiere.


Io in precedenza, per la mia attività, già svolgevo una parte del mio lavoro da remoto e questa modalità l'ho sempre considerata una soluzione ottimale, ma oggi è differente!

Penso che con quello che ci sta accadendo in questo periodo, non sia corretto parlare di "smart working" perché stiamo svolgendo un "lavoro da remoto coatto", contro la nostra volontà, dettato dall'emergenza dell'epidemia di COVID-19.


In questi giorni sono stato in contatto con i miei clienti riguardo l'attività di Procurement, si tratta di aziende manifatturiere che a stento riescono ancora a tenere aperta la produzione (con tutte le sicurezze richieste dal Decreto), ma che probabilmente a giorni saranno costrette a fermarsi perché gli operai si ammaleranno, oppure perché non sarà più garantita la fornitura della componentistica necessaria alle linee di montaggio.


Invece per l'attività di vendita/consulenza delle infrastrutture informatiche offerte da INFOSTAR, in questi giorni ho contattato alcune aziende nelle province di Pordenone e Treviso (probabilmente ho inviato dei messaggi anche qualcuno che sta leggendo questo articolo) e ho notato due aspetti negativi: il primo è che alcune ditte hanno sospeso le visite e gli incontri con le persone che vengono dall'esterno, l'altro riguarda l'approccio commerciale: gli interlocutori rimandano ogni nuova opportunità "a data da destinarsi dopo il Coronavirus".


Fino a qui non dovrei stupirmi più di tanto, considerata la situazione che stiamo attraversando, ma c'è un aspetto più critico, che ho percepito dai miei interlocutori, che riguarda l’approccio psicologico volto alla chiusura.

Giustamente adesso siamo chiamati a rispettare le indicazioni del Governo perché abbiamo capito che non possiamo permetterci di avere 400 connazionali che muoiono ogni giorno.

Siamo concentrati nei comportamenti che assumiamo, anche per le cose più routinarie, come ad esempio fare la spesa, per il timore di rimanere contagiati.

Siamo impauriti per qualsiasi contatto, per le persone care che non vivono con noi in famiglia e che potrebbero compiere delle imprudenze.


Questa situazione sociale è assolutamente inedita e straordinaria!

Quindi stiamo lavorando sì da casa, ma con quale spirito?

Le domande che mi sorgono, guardando un po' più in là del mio naso, sono:

"Quali saranno gli effetti psicologici che ognuno di noi si porterà dentro dopo questa epidemia?

Come saranno in futuro i rapporti sociali, sia negli ambienti di lavoro, sia in quelli privati?

I nostri ragazzi quale trauma stanno assimilando?"


Non penso che quelle che ho descritto siano solo delle mie percezioni, io questi stati d'animo li ho carpiti attraverso le telefonate nelle quali mi sono presentato come potenziale fornitore!

Quando ho ipotizzato un incontro da fissare quando fosse tornata la normalità, le risposte sono state vaghe, sconfortanti... quasi del tipo "chissà se ci saremo ancora".


Quando sarà passato questo incubo la cosa peggiore che ci potrà accadere, a seguito dello shock cui siamo stati sottoposti, è quella di manifestare sfiducia nei rapporti umani, paura verso il cambiamento e timore per testare un qualsiasi prodotto o situazione che rappresenti una novità.


Io sono un ottimista per natura e non voglio credere che gli italiani si abbatteranno a tal punto di non riuscire a ripartire, o di ripartire zoppi.

Anzi spero di cuore che la sconfitta del virus ci faccia fare un balzo in avanti a dimostrazione del nostro orgoglio e della nostra produttività!

E penso che la nostra creatività e l'originalità che ci contraddistinguono siano l'antidoto per cancellare la paura di ritornare spontanei e liberi come prima.


Tu cliente, che domani riceverai la telefonata del venditore che ti proporrà una novità o una buona offerta che ti indurrà a cambiare fornitore, cosa ne pensi? 🙄


A dimostrazione che ci sono aziende che non vogliono cedere alla desolazione di questi giorni di massima allerta, lo staff di Infostar continua la propria attività, fornendo supporto tecnico e commerciale attraverso gli strumenti di Remote Working. Nel pieno rispetto delle disposizioni ministeriali, della incolumità dei dipendenti, di quella dei nostri familiari e dei nostri clienti.

Per le Province di PN, TV, VE e BL: Daniele Pezzali sarà grato di rispondere alle vostre richieste al numero 345 8178188.

#iorestoacasa


Daniele Pezzali consulente in Procurement & ICT (visita: www.danielepezzali.com)

16 marzo 2020




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